Marcello Sgattoni

home - biografia - sculture - le zolle - mostre - monumenti - disegni e bozzetti - articoli - links

Marcello Sgattoni visto da Luciano Mazzetti - Luciano Mazzetti

"Le cose e i fatti non parlano, sono muti. Il tronco, la pietra,la terra sono avvolti nel silenzio.E' l'uomo che li fa parlare.E' l'uomo che interroga le cose.E soltanto allora, aggredite dalle domande,le cose rispondono. Non si danno risposte senza domande. Ed ogni risposta nasconde sempre cento nuove domande". Marcello Sgattoni mi dice queste cose con trasparente limpidit?,in una calda mattina di luglio. La terrazza di casa Cocciolo ? una prua ambigua sospesa voluttuosamente fra un anfiteatro di pini e un mare pigro e sonnacchioso. Non si sa quanto Marcello conosca di teorie dell'arte contemporanea,ma ascoltandolo ? impossibile non pensare ad "Arte ed illusione" di Grombich e, sullo sfondo,all'epistemologia di Popper. Ma Marcello parla con semplicit?,quasi in "complicit?" con la natura che lo circonda,immerso nei suoni e nei rumori di una materia che,contagiata dalla sua presenza,torna ad essere ulivo,rododentro,terra,profumo di terra e non di materiale per invenzioni ecologiche,o mistiche per turismo di massa.
Non ci sono nella vita e nell'opera di Marcello pezzi di "premi" che agitano e dimenano partecipazioni spasmodiche; non ci sono prodotti da "mercificare" tra le mondanit? di livello estivo e da "spiaggia", e neppure interni familiari dolorosi e istanze proletarie rivoluzionarie. Non ci sono esercizi di rovinografia atomica,catastrofismo ecologico,fantascienza apocalittica,repugnanza allegorica,esacrazione pedagogica,quiete dopo la tempesta non priva di un lumicino di speranza per questo nostro disgraziato Paese e le prossime elezioni e i prossimi premi... Marcello vive il tempo di Proust. Il tempo della memoria,del ricordo. Non quello della contingenza,del quotididiano. Marcello cerca il cielo dietro le cose. Ha due orologi ai polsi che non si possono comprare da Bulgari. Uno ? il sole e l'altro ? la luna. Per cinturino il cielo. Immobile quindi? Forse. Ma tanti hanno ormai fatto cinquanta giri del mondo per conto dei giornali e dopolavori aziendali e tutto quello che hanno portato a casa ? la carta intestata dell'Hilton.
Non hanno corpo le sue figure. Sono pali,lance,tronchi che reggono volti e maschere. Il corpo ? un prodotto venduto al supermercato delle occasioni o abbandonato morente nell'asfissiante battere delle camere di rianimazione. Nelle fiere si comprano belletti e bisturi. Gi? Moore intu? che il corpo nel momento stesso in cui si fa culto e celebrazione,diventa un simulacro,e quindi scompare e muore.
E Marcello ha scoperto che ? il corpo assente a rendere l'anima presente. E quel viso infilato in cima al palo ? una maschera quasi sempre,mai un volto. Perch? il palo dai fili recisi ? un telegrafo senza speranza,un cavallo dalle redini rotte. E qui un'altra grande intuizione di Marcello.
L'epoca della massima socializzazione,questa nostra epoca,? anche quella della morte della comunicazione. Gli uomini si informano;non si parlano;non si comunicano.

Luciano Mazzetti
Ordinario di Filosofia
all'Universit? di Perugia,1976

Per informazioni:

Fondazione Pietraia dei Poeti

c/o Museo Pietraia dei Poeti

cda barattelle 3, San Benedetto del Tronto (AP)

www.pietraiadeipoeti.it

sito in allestimento.