L?odore acre del mare e il vento salato da sempre accompagnano la confusione colorata e il movimento del nostro piccolo grande porto. Il mare, le sue trasparenze, i suoi riflessi, i suoi riposi, le sue collere...esso scuote gli animi, come brezza fresca sollecita gli occhi a
vedere e ad osservare un?immagine universale, ad amare quell?onda
che con s? racchiude tutta una vita.
Quante vite...
Questo sente l?artista che guarda ed osserva il mare ed il cielo,
inseparabili, liberi, mutevoli, ma uniti nella loro vastit?, cos? visibilmente
soggetti alla calma ed al tormento. Specchi del suo cuore.
Da millenni hanno indicato la via da percorrere, disponendo della
legge e del caso, del disordine e della periodicit?.
C?? un porto lontano che aspetta nella terra luminosa dell?infanzia.
Una lancetta s?avvicina, una vela si gonfia e si libera verso il mare,
ormeggi, frastuoni e grida acutissime...Nel porto lontano come ormai
? lontana l?infanzia, l?artista ritrova tutto come in un gioco ( non cos?
era allora...). Tornano le barche senza et? con i loro carichi che sono
vita, con le vele che sono stracci e i loro passeggeri. Tornano le attese:
le donne, i bambini, gli animali.
E lo scafo che conduce tutte quelle miserie ha una linea incredibilmente
bella, come il suo movimento ? libero!
I pensieri da decifrare prendono superfici e profondit?, e cos? i fantasmi
di azioni,il coraggio e le speranze degli uomini che hanno sfidato
acque e venti,
per la fame pi? forte della paura, pi? forte della fatica. Le linee arrivano
e s?addensano come improvvisa tempesta che s?impone decisamente
a chi si accosta, si intrecciano libere e semplici, le forme calme
sono un tormento mai torbido, ma pieno di limpidezza.
E? lo strano impulso che slancia virtualmente verso il largo, come l?istinto
cieco, la passione che ha spinto a partire generazioni di esseri
viventi tanto lontani, quello che ora muove le mani e tutti i sensi a
richiamare, a ritrovare, a fermare con pazienza, con accuratezza, con
sapienza ed umile rispetto.
Oggi che l?idea del passato e delle nostre origini si accantona, si
fugge per fuggire, come se radici dell?errore si debbano tagliare;invece
sono le radici dell?albero nascoste nella terra, tutt?uno con l?albero,
che fioriscono e crescono. L?opera ? finita, il gioco ? appena incominciato.
E? un cerchio che si allarga, l?invito a ricordare insieme, a cercare
per comprendere che il nostro mare ? misteriosamente legato alla
vita, all?origine della nostra marineria, una marineria che nel suo
ambiente originario ? infinitamente potente, varia, ricca e pi? prolifica
di quanto non sia sulla terra.
sito in allestimento.